domenica 18 gennaio 2015
La Chiesa stilese di San Francesco , in bellissima posizione nella piazza Carnovale, fu edificata nel 1450 e riadattata nel XVIII secolo. La facciata di netta ispirazione tardo-barocca è composta da un’armoniosa combinazione di nicchie a linee spezzate e curve, che costituiscono più piani notevolmente articolati e movimentati. Autorevole è il portale d’ingresso in pietra granitica dello Stilaro, sormontato da un blasone clericale. L’interno a croce latina e ad unica navata, sormontata da una grande cupola, presenta alcuni singolari affreschi attribuiti allo stilese Francesco Cozza. Ricca di opere di indiscusso valore artistico e religioso, conserva gelosamente l’altare ligneo barocco e la tavola quattrocentesca della Madonna del Borgo di Salvo D’Antonio, attualmente in fase di restauro. Nel refettorio del convento, si riuniva in inverno il Parlamento Stilese. La tradizione vuole che nel convento Stilese annesso alla chiesa di San Francesco d’Assisi, abbia passato qualche anno da frate, Ugo Buoncompagni, che eletto papa, prese il nome di Gregorio XIII. Questo è considerato come uno dei pontefici più importanti dell’età moderna, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione della Riforma cattolica. Rifiutò la pratica, allora assai diffusa, del “nepotismo”: unica eccezione fu nei confronti del figlio Giacomo, avuto da laico e poi da lui riconosciuto, che nominò Castellano di Castel sant’Angelo e nel 1573 Capitano delle truppe pontificie. L’evento che tratteggiò il culmine del suo pontificato fu l’XI Giubileo stabilito il dieci maggio 1574 con la Bolla “Dominus ac Redemptor noster”. Il papa, per l’occasione, proibì il carnevale e ogni altro gioco, diede lo sfratto alle donne di mala vita, fissò un listino del giusto prezzo dei viveri e degli alloggi, stabilì rigorose pene per chi avesse recato danno od oltraggio ai pellegrini, vietò ai padroni di casa ogni aumento di pigione. Tra i meriti scientifici durevoli di questo papa, c’è la riforma del calendario che porta il suo nome, quel calendario gregoriano, ancora oggi universalmente in uso. Col passare dei secoli il calendario giuliano aveva creato una discrepanza tra il calendario civile e quello astronomico. Tutto questo aveva portato ad una serie di lamentele ed era stato discusso anche dai padri conciliari a Trento. Gregorio XIII istituì una commissione sotto la guida del cardinale Guglielmo Sirleto di Stilo e contribuì anche il matematico tedesco, il gesuita Cristoforo Clavio, professore presso il Collegio Romano. Dopo un accurato studio il papa, con la bolla Inter Gravissimas del ventiquattro febbraio 1582, in accordo con la maggioranza dei principi cattolici e delle università, stabilì che al quattro ottobre 1582 avrebbe fatto seguito il quindici ottobre 1582 e che in futuro dovessero essere soppressi tre giorni intercalari in quattrocento anni. Papa Gregorio XIII morì nel 1585.
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